Huyghe invita il vero protagonista della rapina che ispirò Quel pomeriggio di un giorno da cani a reinterpretare l’evento in uno studio, mescolando film, reportage e ricordo personale. L’opera svela come la memoria dell’individuo sia già mediata dal cinema e dalla TV, e usa materiali preesistenti per mostrare lo scarto fra realtà, rappresentazione e auto-messa in scena.
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