CULTURE JAMMING

Negli anni ’90 il sabotaggio dei loghi e degli spot diventa una pratica diffusa: collettivi e attivisti reimmaginano simboli aziendali per rivelarne le contraddizioni. L’obiettivo è smascherare la retorica dei brand, esponendo ciò che la comunicazione commerciale tende a nascondere: sfruttamento, consumismo, disuguaglianze. Attraverso parodie visive e messaggi sovversivi, queste azioni costruiscono contro-narrazioni capaci di trasformare la pubblicità in un campo di conflitto culturale.

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